I bambini sono la vera ricchezza del mondo.

Mi è capitato di prendere l'aereo e di sedere davanti ad un bimbo di circa 8 anni. Che seccatura!, direste voi... Eppure la vicenda si è evoluta in modo insolito.
Il bambino, mano stretta alla sorellina più piccola, studiava con sguardo sognante l'esterno del suo oblò, durante quella che sembrava essere la sua prima esperienza di volo.
La bambina, molto vivace, continuava a fare domande, alcune argute, altre più consone alla sua età, quando ad un tratto un suono metallico la interrompe:

Signori e Signore, desideriamo richiamare la vostra attenzione su alcune dotazioni di sicurezza di questo aereo [...]

Quando la voce arriva alla descrizione del giubbotto di salvataggio, la sento trasalire: <<Mamma, dobbiamo subito trovare il mio! Da sola non ci arrivo!>>. Al che, la madre trattiene a stento le risate e tenta di confortarla sul fatto che sicuramente non le servirà il giubbotto. Ma lei non ci sta, non si fa mica fregare così! Chiama in soccorso anche suo fratello, che ha già sopportato insofferente fin troppo a lungo le lamentelle della bimba.

<<Anna ma cosa dici?!?- dice lui, fortemente spazientito dall'assurdità della richiesta- quello ci serve dopo, quando cadiamo!!!>>. E torna a posare gli occhi vispi sul suo angolino di oblo'.

Le risate a quel punto hanno inondato quei due metri quadri di spazio, in cui anche l'Hostess ha avuto la fortuna di trovarsi in quel preciso istante.

Bisognerebbe essere come i bambini. Da un lato sognatori, dall'altro cinici passeggeri sull'aereo della Vita. Con gli occhi al cielo si vedono le stelle, ma senza toccare con i piedi per terra è difficile costruire strumenti per raggiungerle.

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