Ogni giorno prendiamo milioni di decisioni: quale uscita dell'autostrada ci fa fare meno strada, quale paio di scarpe sta meglio con quei pantaloni, cosa scrivere all'amico che non sentiamo da tempo, come rispondere al capo che ci tartassa di mail, sarà meglio un panino con la mortadella o con le melanzane? Che importa, prendiamoli entrambi e stiamo a posto fino a cena.

Come prendiamo le nostre decisioni di solito? La signora Genetica risponderebbe che ragioniamo in base alle nostre caratteristiche genomiche e a come l'esperienza ha contribuito a renderle complete. La Teologia suggerirebbe che potremmo essere guidati dalla luce di un Dio onniscente e onnipotente. La Psicologia aggiungerebbe che l'educazione ricevuta dai genitori e l'imitazione dei nostri modelli di vita ci influenza fortemente nella scelta. Molte variabili sono in gioco. Siamo esseri umani, con tutto ciò che questo comporta. Siamo sottoposti ad un continuo stress, da quello ossidativo delle nostre cellule, a quello fisico dovuto all'esercizio, a quello psichico, il più complesso, innescato dalle responsabilità che abbiamo cucite addosso e dall'interazione con i nostri simili.

Piacerebbe a tutti sapere sempre cosa dire, avere sempre la risposta giusta al momento giusto. Chi stabilisce cosa è giusto? Ciò che è giusto per me lo è anche per te? Nessuno ci dice cosa fare. Davvero è così?
Potremmo dire di saper decidere in tutta autonomia per noi stessi senza influenze esterne?
Rischiamo di perdere l'autenticità di una vita come la sogniamo, eppure è più difficile dire a chi amiamo che abbiamo preso una scelta che non condividono affatto.
Ma chi non è disposto ad accettarla, ci ama davvero?

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