La sorprendente saga che ha appassionato miliardi di lettori di ogni età, sesso, estrazione sociale e località geografica, sembrava essere giunta al termine con I Doni della Morte e la morte del famigerato pluriomicida Voldemort, quando, il 31 Luglio scorso, Harry è ripiombato nelle nostre vite con una nuova, intrigante avventura. A viverla in prima persona in Harry Potter and The Cursed Child  è Albus Severus Potter, il secondogenito di Harry Potter e sua moglie Ginny Weasley. Il ragazzo, come si apprende nell'ultimo capitolo de Harry Potter e i Doni della Morte, è l'unico ad aver ereditato gli inconfondibili caratteri paterni: capelli neri scarmigliati e occhi verdi penetranti come quelli della nonna paterna, Lily (passeremo da <<Hai gli occhi di tua madre>> a <<Hai gli occhi di tua nonna>> ripetuto a ruota? ).

Difficile immaginare il contrario, ma a teatro è stato subito sold out, e lo stesso sta avvenendo con la trasposizione scritta del copione, in arrivo in Italia il 24 Settembre con il titolo Harry Potter e la Maledizione dell'Erede. La critica ha accolto con opinioni contrastanti questa novità editoriale per la saga. Tuttavia la forma non deve intimorire gli appassionati, basti pensare al capolavoro Novecento di Baricco, che ha adottato la stessa scelta stilistica. A lasciare perplessi i lettori sembra piuttosto la scelta di stravolgere alcuni aspetti fondativi dei sette libri antecedenti.
Sarà all'altezza delle aspettative dei lettori italiani questo nuovo capitolo?

L'autrice, la ben nota Joanne Rowling, ha affermato pubblicamente di aver chiuso pubblicamente, con questa storia, il cerchio che si era aperto nel 1997, e di voler dedicarsi esclusivamente alla stesura di corollari alla storia principale, sul sito http://www.pottermore.com.
Queste parole però non ci giungono affatto nuove, le avevamo già sentite e ce ne eravamo rattristati dopo The Deathly Allows... chissà se l'autrice è davvero convinta di non voler più sperimentare con la storia che ha fatto conoscere ai bambini le meraviglie del mondo della lettura.

Per i più nostalgici, in caso la dichiarazione fosse vera, basterebbe un Oblivion eseguito ad arte, per riprendere il primo capitolo in mano, ora come diciannove anni fa.

«Ma è commovente, Severus» osservò Silente, serio. «Ti sei affezionato al ragazzo, dopotutto?»
«A lui? » urlò Piton. «Expecto Patronum!»
Dalla punta della sua bacchetta affiorò la cerva d'argento: atterrò sul pavimento dell'ufficio, fece un balzo e si tuffò fuori dalla finestra. Silente la guardò volar via e quando il suo bagliore argenteo svanì si rivolse a Piton, con gli occhi pieni di lacrime.
«Dopo tutto questo tempo?»
«Sempre» rispose Piton.

 

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